Incontro con Compagnadiculla

Ieri in pausa pranzo io e Compagnadiculla ci siamo trovate al centro commerciale vicino a dove lavoro per fare pausa pranzo insieme. Era da quest'estate che dovevamo trovarci io e lei a pranzo ma poi lei, avendo anche tre bambini da gestire, deve aspettare che i bimbi abbiano il giorno di rientro a scuola per potersi prendere la pausa pranzo.
E' stato piacevole ed abbiamo chiacchierato tanto, io e lei siamo molto simili sul lato pratico della vita quanto siamo distanti sul lato spirituale. Mentre io amo molto le cose concrete, quelle che posso toccare con mano, attenzione non sto parlando di cose materiali eh, parlo più che altro di sentimenti fatti di piccole cose, di gesti più che di parole, lei è quella più spirituale, quella che scava e scava dentro di sè, curiosa e sempre alla ricerca di cosa forse non lo sa neanche lei, quella che si pone mille dubbi sia sul piano dei propri rapporti sia sul piano della spiritualità più alta, leggi Dio.
E così spesso ci capita di andare in argomento perchè lei non si capacita del fatto che io non sia curiosa di sapere se effettivamente c'è qualcosa aldilà, lei non si capacita quando io dico "ma perchè devo tanto rompermi le balls, io sto tanto bene così". Lei dice che mi sottovaluto.....perchè quando mi dice di aver fatto un week-end di ritiro col marito, dove con altre coppie hanno approfondito il discorso "dialogo in famiglia ecc" io l'ammiro ma le dico che non lo farei mai, che non è cosa per me, che io nè tantomeno il Felino siamo tipi da ritiri e approfondimenti vari, che noi il rapporto ce lo viviamo così e "sto tanto bene così cosa devo andare a ritirarmi a fare?". Io non credo di sottovalutarmi, perlomeno sul piano spirituale diciamo (chè sul piano pratico si è vero spesso e volentieri sottovaluto le mie capacità), il fatto è che io mi definisco sempre una mente semplice, che ha bisogno di cose semplici per gioire e stare bene, che il paradiso cerco di vivermelo qui sulla terra perchè è l'unica cosa che mi è data di fare, l'unica cosa che è in mio potere.
Ciò non significa per me non avere una sensibilità spirituale, semplicemente io le mie idee me le sono fatte e quelle sono. Non sono idee che mi sono costruita così su due piedi, sono idee nate da anni di pensieri, dalle esperienze vissute, e non rinnego la chiesa come istituzione così tanto per fare, tanto perchè non ho voglia di andare a messa ma perchè ho avuto modo di vedere entrambe le facce della medaglia e da lì ho creato le mie idee.
Io non mi interrogo sul fatto che ci sia o meno un'aldilà, un cosiddetto paradiso/purgatorio/inferno non perchè non sono curiosa di sapere ma per il semplice motivo che non credo esistano. Come sono fermamente convinta che non ci sia qualcuno lassù che ci guarda, che Dio sia una nostra proiezione, un qualcuno su cui "addossare" la colpa in un certo senso. Spesso chiedo alle mie amiche che credono il perchè credano, e spesso sento dare la stessa motivazione, sotto forme diverse ovviamente perchè quello dipende dalle esperienze, ma il comune denominatore è "altrimenti non mi saprei spiegare il perchè di tante cose". L'animo umano non può sopportare le ingiustizie ed il peso di qualcosa che semplicemente capita, deve assolutamente pensare che tutto ciò che di brutto succede sia la "volontà" di un essere superiore. Essere soli non piace a nessuno, Dio aiuta a sentirsi meno soli. Sapere che c'è qualcuno che veglia su di te, dividere il peso aiuta a superare il dolore, aiuta ad affrontare le difficoltà.
Se ci fate caso infatti la gente si affida alla fede, la riscopre spesso e volentieri durante un momento di grossa difficoltà, quando non sa più che pesci pigliare affidandosi alla fede trova la strada giusta per affrontare tutto. Raramente ho sentito di persone che nel momento di più grande gioia e quando tutto filava liscio hanno riscoperto la fede in Dio.....
Lo so che vado incontro a innumerevoli critiche e che posso sembrare blasfema ma queste idee le ho fatte mie, questo è il mio sentire, e di conseguenza visto che le cose capitano e basta, meglio vivere bene le cose belle, cercando di non fare del male agli altri si vive già un paradiso sulla Terra.
Che poi sto scoprendo per esempio che su questa cosa io e Gesù avevamo pure le stesse idee.....io credo che sia esistito Gesù, ci sono i documenti che lo accertano, e sono anche convinta che era un grand'uomo. Soprattutto ha dato un messaggio  che chiunque avrebbe potuto dare nella sua semplicità, ma nessuno ci aveva mai pensato, lui ha dato la formula della felicità, della pace e dell'armonia che se tutti l'applicassimo il mondo sarebbe migliore "fai del bene riceverai bene, fai del male riceverai il male" ed è straordinario come messaggio perchè se ci pensate bene, se tutti noi 6 miliardi e rotti di persone cercassimo di non fare del male agli altri quante guerre sarebbero evitate, quante brutte cose? Che poi se tu non hai fatto del male a nessuno, se tu sei a posto con la tua coscienza, vivrai il male che fanno gli altri, le loro cattiverie solo come  un problema loro. Tu puoi andare sempre a testa alta se non fai del male. E quando arriverà il giorno che chiuderemo gli occhi per sempre non avremo paura, se non si è fatto del male non si deve aver paura, perchè il paradiso l'avremo vissuto qui solo non facendo del male agli altri!!!

Sono stata pallosa lo so ma questa cosa qui avevo tanta voglia di metterla nero su bianco!!!!

BUON PRIMO GIORNO D'INVERNO!!!!!!

22 commenti:

  1. ciao mere, mancavo sul tuo blog da un po'! La fede è un argomento su cui mi interrogo, perchè da un lato voglio credere ma dall'altro la mia natura scientifica mi porta a dubitare di tante cosiddette verità. Però credo in Dio, voglio credere a un disegno superiore a noi e la cosa che mi ricordo sempre è che tanti anni fa ebbi la fortuna di avere un incontro con Papa Wojitila e l'energia che emanava era qualcosa di superiore al carisma di una persona di straordinario valore. Allora ho sentito chiaramente qualcosa al di là dell'umano e quel ricordo mi ha segnato moltissimo

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  2. Ti lascio questo commento solo perchè ci tengo che tu sappia che sono passata. Per ringraziarti del commento di ieri al mio post grigio e per dirti che condivido le tue idee. Non mi addentro oltre per non rischiare di essere presa a bastonate... ahahah! Che sai che i cristiani/cattolici sono permalosi no? Scherzo, mica tutti. Ciao amica cara.

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  3. Bentornata Vete, che Papa Wojitila fosse una persona straordinaria non c'è ombra di dubbio, come lo era Gesù secondo me, ma questo secondo me non vuol dire che ci sia la mano di Dio dietro. Ci sono persone che hanno uno spirito ed una sensibilità fuori dal comune, persone che hanno carisma e che per fortuna lo mettono al servizio del bene e del prossimo anzichè usarlo per un proprio tornaconto.....

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  4. @Libby: tesoro non ringraziarmi, non ho fatto granchè, siccome ci tengo a te spero col mio piccolo gesto di averti dato un minimo di conforto. Per il resto cosa vuoi sono argomenti delicati e logicamente chi crede difende le proprie idee, come io difendo le mie. Io comunque ammiro chi crede davvero e chi vive secondo il credo, quello che non tollero è l'ipocrisia di chi bacia il banco eppoi ti pugnala appena fuori dalle porte della chiesa.....

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  5. Mere, ognuno deve fare il suo percorso.
    La libertà è proprio questa.
    La fede è un dono, non si insegna, non si impara, non si pretende, non si regala.
    O ce l'hai, o non ce l'hai.
    E' tutto qui, molto semplicemente.

    L'argomento è lunghissimo, magari ne riparleremo in futuro.
    Dico solo che molti che si professando cattolici non hanno la minima idea di cosa voglia dire sentire CHIARAMENTE la presenza del Cristo nel cuore. Una volta che l'hai sentita, nulla è più come prima.
    Se davvero la senti, NON puoi fare più del male a nessuno.

    Tutto qui.
    Ti abbraccio fortissimo, e ti mando tanti baci.

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  6. io ho un rapporto con Dio molto particolare...diciamo esclusivo...nn accetto molta mediazione nel mezzo, mi piace che sia mio e suo...nei posti piu impensati, nei momenti più assurdi, nn sono molto fedele all'istituzione della chiesa, un pò per pigrizia, lo ammetto sinceramente, un pò perchè nn credo, per esperienze personali, nella figura del prete.
    Nn mi piace pensare che debba andare in questo luogo prestabilito per parlare con Dio, per pregarlo e venerarlo, mi piace spesso farlo appunto nei posti più improbabili, perchè se penso che lui sia dappertutto, come penso sia davvero, allora posso parlare con lui dove voglio e quando voglio.
    Credo però in una entità superiore che ha creato tutto, ho fede.
    Diciamo molto banalmente che sono credente ma poco praticante

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  7. Oddio che post interessante, mi piace proprio! Io dico di non credere, ma poi su certe cose, ad esempio il destino, il perche' incontriamo determinate persone in determinati momenti, non sono così convinta....Essendo cresciuta in una famiglia totalmente atea, nonno che si e' fatto addirittura fare il funerale civile, zia che non ha battezzato il figlio ecc penso che molto sia dovuto anche al luogo dove cresciamo e come vediamo che in famiglia si rapportano alla religione, anche se anche vista così sarebbe banalizzante. Il mio ragazzo cresciuto in una famiglia molto credente e' ateo...che dire....credo che la fede, essendo appunto FEDE, o c'e' o non c'e', e e' qualcosa su cui e' difficile discutere...se si arriva al piano della razionalità e del dover in qualche modo dare una giustificazione alla fede, allora non siamo più su un piano spirituale ma su un piano razionale, e le due cose non possono andare di pari passo...almeno secondo me...Io come sai ho studiato filosofia, e credo che questa materia, così analitica e logica, mi abbia ancora più dato la spinta verso l'ateismo... credo che se c'e' la Fede non si possa parlare di Ragione e se c'e' la Ragione non si possa parlare di Fede...sono agli antipodi... però ad esempio il professore con cui ho fatto la tesi e' un illustre filosofo e molto credente...Insomma sono domande che anche io mi pongo continuamente. Credo che, se esiste un Dio, questo Dio se ne stia abbastanza "fregando" del nostro mondo... e come conciliare fede e libero arbitrio? Leibniz diceva che il nostro e' il migliore dei mondi possibili, e se c'e' il male, nonostante questo, il bene e' maggiore. E c'e' una sorta di vittoria del bene sul male, se facciamo una ponderazione...Dostoevskji nella celebre Leggenda del Grande Inquisitore, all'interno dei Fratelli Karamazov, pone l'interrogativo sull'esistenza del bene e del male senza scopo: come giustificare dio se esiste anche solo la sofferenza dei bambini, gli esseri più innocenti e puri? Il male può essere visto, sì, come una sorta di contrapposizione al bene.ma il male senza scopo? "Se il mondo è questo, grazie tante, restituisco il biglietto". Allora, il problema non è se Dio esista o non esista ma: perché c'è il male? E perché c'è quel male insostenibile, ingiustificabile, immotivato che è far soffrire l'innocente, far soffrire la creatura debole? E d'altra parte, se così non fosse? Se Dio punisse immediatamente il colpevole, se salvasse il bambino o l'animale innocenti, fermando la mano del carnefice, se non permettesse l'ingiustizia, dove sarebbe la libertà?

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  8. Leggendo il commento di Cenerentola, direi che ha detto esattamente quello che penso io.
    Ho un rapporto con Dio esclusivo senza intermediari.
    Penso che non servano incontri o riunioni varie per essere dei buoni cristiani, sono le nostre azioni che contano e spesso le azioni cristiane non le riscontro in chi frequenta assiduamente.
    Resto della mia idea: delle mie azioni risponderò solo a Dio e non certo a uomini che secondo me hanno interpretato a proprio piacimento la sua parola.....

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  9. @Prxt: c'è da dire che io non critico ed anzi ammiro (come ho scritto nel post) chi ha fede e chi vive secondo la sua fede, con coerenza. Allo stesso tempo non mi piace la chiesa come istituzione e credo che abbia spesso e volentieri travisato il messaggio di Gesù, girandolo a suo piacemento per tenere in scacco le masse. Io continuo a credere che Dio sia una figura ipotetica, sia la parte dentro le persone, che a molti serva per "giustificare" ciò che al mondo succede senza una ragione precisa, soprattutto quando si tratta di dolore. Ma se ciò può far vivere meglio o può fare in modo che le persone non si facciano del male le une con le altre ben venga!!!!

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  10. @Cene: bravissima!!! Leggevo una volta non mi ricordo dove che uno dei messaggi di Gesù è proprio che Dio è ovunque (per chi crede ovviamente), che siamo NOI la chiesa dove trovare Dio, la Chiesa come istituzione ha sempre cercato di negare questo perchè se ci pensi è un messaggio forte: se Dio è dappertutto, in ogni cosa, perchè erigere palazzoni enormi ricoperti d'oro dove poterlo pregare??? I preti farebbero una brutta fine temo.....

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  11. @Marta: che bella risposta, pur essendo io davvero ignorante in materia di filosofia mi sono ritrovata in parecchi passaggi. Credo che il passaggio più interessante sia proprio quando parli del dolore agli innocenti, come giustificare tanto dolore se non con la volontà di un essere superiore? Che "dona" la sofferenza per poter dare un premio più grande quale il paradiso? Ecco mi sono dimenticata nel post di dire appunto che dal mio punto di vista molte persone credono nel Paradiso/purgatorio/inferno forse proprio per una sorta di voglia di giustizia, se sei stato bravo vieni premiato con il paradiso altrimenti via al purgatorio o peggio all'inferno. Perchè se non c'è giustizia a questo mondo che almeno ci sia nel mondo "dopo"....

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  12. @Luna: esattamente come ho detto a Cenerentola è proprio questo il messaggio più grande, che Dio è dentro chi ha fede e non servono preti o chiese abbazie ecc per trovarlo....la Chiesa ha fatto di tutto per non far passare questo messaggio!!!!

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  13. aspettavo il commento della filosofa Marta! Purtroppo però la sofferenza non la vedo come qualcosa dato da Dio, ma come parte integrante del ciclo naturale della vita. Qui è il mio animo scientifico che entra in gioco

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  14. @Vete: anch'io vedo il dolore come qualcosa facente parte del ciclo naturale della vita ma molto spesso chi ha fede in un Dio superiore si spiega il dolore come la sua volontà....tempo fa parlando con un'amica che ha perso da poco il papà mi diceva che lei ha bisogno di credere, bisogno di pensare che ci sia qualcosa dopo, che ci sia un premio per tanto dolore altrimenti si sentirebbe persa, altrimenti la sofferenza sarebbe ancora più grande...

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  15. @Mere che risponde @Vete: lo vedi? Quest'amica non crede davvero!! Vuole crederci!!
    E questa è ipocrisia! E' finzione!! Non è fede!!

    La fede ti riempie il cuore, e ti fa vivere il dolore in maniera diversa.
    Se devi convincertene, stiamo parlando di altro. Di un'idea, di una, appunto, filosofia.

    E' come dire di essere stupidi davanti all'arcobaleno, o stupirsene davvero. Non sono mica la stessa cosa!

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  16. Nooooooo, non STUPIDI, ma STUPITI!!!

    Oggi non ce la posso fare....

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  17. @Prxt: vedi invece io non penso che sia ipocrisia perchè lei poverina si aggrappa a tutto pur di non soffrire e allora la sua fede in Dio si rafforza tentando di dare un senso a tutto....ed io credo che non sia nè la prima nè l'ultima persona che vive la fede in questo modo, io come ho già detto ho osservato che appunto molte persone si avvicinano alla fede nel momento del dolore per darsi pace, per te forse è stato diverso e forse per questo tu senti in maniera differente e vivi Dio diciamo in maniera più corretta, forse proprio come andrebbe vissuta. In ogni caso resto sempre dell'idea che Dio sia una nostra proiezione....L'arcobaleno invece è qualcosa che si vede!!!

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  18. Nemmeno io Vete la vedo come qualcosa dato da dio, perche' non credo in dio... però e' interessante l'interpretazione di dostoevkji, la trovo molto vicina a me sul punto del dolore "inutile" e senza senso e scopo, il dolore degli innocenti.

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  19. ma il dolore è dolore, siamo noi umani a connotarlo di aggettivi che lo rendono positivo, utile o inutile.

    Prxt però non è così facile e la fede subisce momenti di difficoltà, la reazione di fronte a un arcobaleno è più "facile" perchè si appiglia al concreto mentre la fede non è tangibile

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  20. Credo però che tu non ti stia sottovalutando, Mere, se dici di non credere o se hai dei dubbi riguardo la spiritualità, alla fine la fede e' una cosa troppo personale e intima per dire ad uno Tu sbagli o Tu fai bene; altrimenti si arriva agli sbagli della Chiesa che con un crocefisso davanti e' andata dai popoli dell'america precolombiana e li ha convertiti a forza.Per fare uno dei tanti esempi dell'incoerenza della Chiesa come istituzione terrena.

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  21. Sì Marta, e anche le dittature comuniste che hanno rinnegato qualsiasi forma di spiritualità non mi sembrano migliori.

    L'unica vera cosa da auspicare per tutti è la libertà di credere e di non credere. Questo è il vero futuro che vorrei. :-)

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  22. E' quello che intendevo io: semplicemente parlando qua di spiritualità mi pareva più calzante l'esempio della Chiesa

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E voi cosa ne dite?